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Vini di Basilicata: Serpara

//Vini di Basilicata: Serpara

Aglianico del Vulture: “Si tratta di un vitigno millenario, e un pò misterioso; dal settimo secolo, quando venne importato dai coloni greci, la sua storia si confonde con la leggenda, come stava scritto su una guida. Per esempio, pare che Annibale lo avesse fatto usare per medicare le piaghe dei suoi soldati, che fosse il vino prediletto, per il suo gusto austero, da Papa Paolo III Farnese il riformatore della chiesa col concilio di Trento, e che Francesco II di Borbone se ne fosse inebriato bevendone da solo dodici bottiglie nell’ultima cena prima di abbandonare il suo regno “- G. Cappelli, Storia controversa dell’inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo.

Così Gaetano Cappelli, scrittore potentino, descrive il vino che ha reso la nostra Basilicata celebre in Italia e nel mondo.

Le parole di Cappelli, misteriose e ricche di fascino, ben si adattano ad una bottiglia come Serpara (luogo delle serpi, piuttosto caldo), Aglianico del Vulture DOC, rappresentato dal simbolo dell’aquila nera imperiale di Svevia e proveniente da un vigneto in una posizione di grande esposizione, che rende il clima estremamente mite anche nei periodi invernali.

Nasce da uve di vigneti pluridecennali, in terreni collinari di origine vulcanica nel comune di Maschito; è un vino potente e deciso, vinificato in purezza e affinato in barriques di Allier che lo rendono caldo e vellutato, con note di vaniglia, frutta candita e timo.

Caratteristiche, queste, apprezzate e riconosciute a livello nazionale: ultimo premio della bottiglia, solo in ordine di tempo, i 3 bicchieri Gambero Rosso 2016 per l’annata 2010.

Ideale abbinato a carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati, è in grado di sposare molti piatti tipici regionali, contribuendo a diffondere e promuovere la grande tradizione enogastronomica della Basilicata.

 

 

 

By |2017-02-20T13:06:00+00:0013/10/2015|accostamenti vino e cibo|0 Comments

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