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Basilicata da scoprire: il matrimonio degli alberi ad Accettura

//Basilicata da scoprire: il matrimonio degli alberi ad Accettura

In Basilicata, terra di storia, di tradizioni e di bellezze ancora sconosciute, anche gli alberi si sposano.

Accade ad Accettura, centro di 1.945 abitanti nella provincia di Matera, dove ogni anno nel mese di Maggio una Cima, agrifoglio della foresta di Gallipoli, incontra appunto il Maggio, cerro di circa 30 metri , scelto e tagliato nel bosco di Montepiano.

Come ogni buon matrimonio, anche quello arboreo di Accettura ha una preparazione lunga e articolata, fatta di piccoli grandi rituali, che contribuiscono ad accrescerne il fascino e la solennità.

La prima domenica successiva alla Pasqua, massari e boscaioli si incamminano verso il bosco di Montepiano per scegliere lo sposo, con una valutazione su altezza e tronco fatta rigorosamente “a occhio”.

La seconda domenica successiva alla Pasqua viene, invece, scelto il più aggraziato agrifoglio del parco di Gallipoli, la promessa sposa del Maggio.

La ricerca è certosina: dovrà infatti condurre ad un albero che per forma e dimensioni si adatti perfettamente al cerro sposo, a cui sarà poi innestato durante il rito nuziale.

Nel giorno dell’Ascensione il cerro viene tagliato e il sabato successivo, dopo essere stato oltre una settimana a terra, inizierà la preparazione per il  il cammino verso il paese; sarà un cammino tutt’altro che solitario poiché il Maggio sarà accompagnato da un corteo di cerri che serviranno per l’innalzamento e il puntellamento dello sposo in piazza..

La domenica successiva gli sposi iniziano ciascuno il proprio viaggio verso il luogo dell’incontro, attorniato da una folla festante.

La Cima viene accompagnata a spalla per circa 15 km da giovani inebriati dal vino e dall’ancestrale amore per questa festa che testimonia l’ imprescindibile legame del popolo lucano con la Natura che, se degnamente celebrata, diffonde benefici e prosperità; il Maggio è a sua volta trainato da coppie di buoi.

Nel tardo pomeriggio i promessi sposi si incontrano in piazza in una sorta di promessa di matrimonio, il quale si celebrerà effettivamente solo il giorno seguente.

Il lunedì il Maggio viene levigato e preparato all’innalzamento e la Cima adornata con i rami precedentemente tagliati per facilitarne il trasporto, e altri addobbi floreali.

Il martedì, dopo lunghe ore di lavoro, il cerro viene finalmente issato; solo all’arrivo della statua di San Giuliano in largo San Vito, l’albero sarà completamente innalzato.

A questo punto  Il Maggio è pronto ad essere scalato da giovani coraggiosi, che senza alcuna protezione arriveranno a toccare la chioma con il solo scopo di rendere onore alla festa, che è senz’altro simbolo del profondissimo legame che gli abitanti di tutta la Basilicata hanno con la propria terra che è stata, ed è tuttora principale fonte di sostentamento e fulcro dell’economia locale.

La leggenda narra che in più occasioni San Giuliano abbia protetto e salvato giovani spavaldi che in suo onore hanno tentato la scalata senza l’ausilio di corde o altre protezioni, lanciandosi in azzardate e spericolate acrobazie aeree.

La grande festa si conclude alla fine del mese di Maggio con l’abbattimento dello sposo, che diventerà legna da ardere in attesa che giunga il Maggio di un nuovo e promettente anno.

By |2016-02-15T16:46:53+00:0015/02/2016|Scoprire la Basilicata|0 Comments

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