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CANTINE DEL NOTAIO: UNA STORIA LUCANA

//CANTINE DEL NOTAIO: UNA STORIA LUCANA

Come lo stesso Gerardo Giuratrabocchetti ama raccontare, la sua è stata una “investitura” avvenuta proprio nelle vigne che oggi sono il suo lavoro e orgoglio più grande. Le vigne che hanno dato il via alla grande storia delle Cantine del Notaio.

“Avevo, credo, circa sette anni, e ancora me lo ricordo come se fosse ieri. Mi avviai, per curiosare, verso la vigna del nonno. Lo trovai chino, vicino ad un tralcio.

Era un uomo burbero e mi ispirava un timore reverenziale ma lì, tra le sue viti, aveva un’espressione serena e insolitamente dolce.

Si voltò, mi vide e, improvvisamente, ridivenne serio.
“Tu, come ti chiami?”, mi disse.

Ero davvero spaventato. Il nonno è impazzito, pensai, non sa più come mi chiamo!
Feci per filarmela, ma lui mi prese per un braccio e mi incalzò ancora “Tu, dimmi, svelto, come ti chiami?”
“Gerardo” risposi, con un filo di voce.

“Ti chiami Gerardo” disse, “ti chiami come me. Per questo, le mie vigne ti apparterranno”

(dal sito dell’azienda Cantine del Notaio http://www.cantinedelnotaio.it/it/page/?s=10 )

Da allora il proprietario e titolare delle famose cantine ha lavorato per portare avanti un lavoro intrapreso dalla sua famiglia che non era – e non è – solamente produzione e vendita del vino lucano, ma abbraccia un ampio progetto di valorizzazione del nostro vitigno più importante: l’Aglianico del Vulture.

Diverse le etichette – dai rossi, ai bianchi ai rosati, passando per gli spumanti e le grappe – che fanno di Cantine del Notaio l’azienda leader della regione.

Se siete in Basilicata consigliamo senz’altro un giro nelle bellissime e suggestive cantine, a Rionero, scavate nel tufo e percorribili con una guida  che illustra la storia di ciascuna etichetta, dalla raccolta, alla vinificazione, all’invecchiamento; è possibile, nel corso della visita degustare il vino accompagnato da prodotti tipici del territorio: formaggi, taralli, salumi.

Tra le numerose etichette dell’azienda le nostre preferite sono Il Sigillo e La Firma, due rossi di alto livello, ottimo accompagnamento di primi piatti e secondi a base di carne.

Il primo nasce ad uve vendemmiate tardivamente. La macerazione protratta per 30 giorni e l’affinamento in carati di rovere per 24 mesi contribuiscono a formare note dolci e profondo e un gusto elegante e morbido, con lieve residuo zuccherino.

La Firma è un Aglianico del Vulture altrettanto complesso, nato da uve vendemmiate tardivamente e da un affinamento di 12 mesi in barrique. Note di frutta nera e confettura, con sfumature liquirizia e carrube costituiscono il bouquet predominante; il gusto è potente e armonico, con un finale persistente e balsamico.

Ricordiamo, inoltre, che Cantine del Notaio ha dato vita ad altri prodotti di eccellenza: le grappe da vinacce di Aglianico, disponibile sia in versione bianca morbida, sia barricata e la Grappa Affinata La Firma.

In tutti i prodotti la vinaccia, appena separata dal vino, viene stoccata in piccoli fusti e immediatamente inviata presso la rinomata Distilleria G.Bertagnolli, dove avviene immediatamente la fase di distillazione.

 

By |2018-03-08T11:29:42+00:0006/03/2018|Scoprire la Basilicata|0 Comments

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