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Olio lucano: il “nettare” degli dei.

//Olio lucano: il “nettare” degli dei.

L’ olio di oliva è un  alimento immancabile sulle nostre tavole ed un componente fondamentale della dieta mediterranea; le sue  proprietà nutrizionali, paragonate a qualsiasi  altro grasso da condimento, sono decisamente migliori: oltre ad avere profumo e gusto estremamente gradevoli, apporta vitamine, antiossidanti, fitosteroli ed acidi grassi monoinsaturi, determinando un apprezzabile vantaggio nutrizionale  rispetto all’utilizzo di qualsiasi altro grasso di origine animale.

Quanto sappiamo, però, del processo produttivo dell’olio? E qual è la reale differenza tra un olio vergine ed un olio extravergine? Come acquistare e consumare consapevolmente olio prodotto in maniera sana e sostenibile con olive coltivate, raccolte e lavorate in Italia?

Mastrodonato è da lungo tempo gemellato con UPROL ( Unione dei produttori olivicoli Lucani ), un consorzio che dal 1978 ad oggi ha raccolto circa 2000 iscritti, molti dei quali  producono (non solo olio) in regime biodinamico e/o biologico, per ottenere un prodotto di altissima qualità, con caratteristiche organolettiche inconfondibili.

Tali aziende, effettuando la spremitura dell’olio direttamente dal frutto e l’impiegando mezzi esclusivamente meccanici per la sua lavorazione mantengono, integre le caratteristiche dell’olio  e permettono al prodotto di raggiungere un ineguagliabile livello di qualità.

E proprio questa struttura, nella persona del suo direttore, ci fornisce 3 fondamentali regole da seguire per individuare un “buon” olio:

1) degustare il prodotto, individuando i caratteri dell’amaro e del piccante, attributi assolutamente positivi, caratteristici di oli con alto contenuto di polifenoli (antiossidanti).

2)  leggere l’etichetta, sebbene al momento quest’ultima non fornisca informazioni esaustive sull’esatta provenienza delle olive; la dicitura “ prodotto in Italia ”, pur non rendendo tracciabile l’intero ciclo produttivo, garantisce che il 100% delle olive impiegate per produrre quel determinato olio è italiano.

Diffidare, invece, dagli tutti gli oli con l’indicazione “prodotto nella CEE”, che non rende in alcun modo possibile individuare la provenienza della materia prima.

3) valutare il costo dell’olio che si sta acquistando, considerando che la coltivazione e cura  delle piante, la raccolta, la successiva spremitura ed infine il confezionamento sono costi oggettivi e reali che i produttori e le aziende devono affrontare e che gravano necessariamente sul consumatore finale. In breve: diffidare dall’olio eccessivamente economico, poichè la qualità richiede delle spese.

Seguendo queste tre semplici linee guida si può consumare un olio buono, che fa bene, risultato di processi esclusivamente meccanici, in cui non vengono utilizzati solventi né altri agenti chimici, nocivi per la salute di ambiente e persone.

Allo scopo di rendere sempre più corta la filiera del mangiare sano e consapevole, l’ azienda Mastrodonato ha adottato un sistema di tracciabilità  che permette di individuare l’esatta collocazione geografica delle aziende agricole e degli oliveti da cui provengono i frutti impiegati per l’olio extravergine di oliva con suddetto marchio; chi acquista tale olio, quindi, può sapere dove si trovano fisicamente l’olive impiegate. A partire dalla prossima raccolta, inoltre, questa tracciabilità sarà riportata in una  etichetta sempre più chiara e trasparente.

By |2017-02-20T13:06:00+00:0011/03/2016|MastroDonato|0 Comments

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